Racconto: Antonella Faravelli

Category

Racconto

Date

23 febbraio 2017

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Ogni anno per la festa degli angeli custodi,si organizzava il palio.
Già un mese prima ci si trovava noi giovani nelle stanze dell’orario per decidere quale sarebbe stato il leitmotiv della manifestazione.
Il quartiere veniva diviso per contrade e ad ogni contrada veniva assegnato un nome in base alle vie più caratteristiche: in via Muratori ovviamente i muratori, via Burlamacchi i giullari, via Vasari i vasai , viale Umbria gli umbrellai, via Colletta i collettori. Così capitava che amici o fidanzati fossero divisi per un pomeriggio dal tifo per la propria squadra.
La domenica mattina si partecipava tutti insieme alla grande messa solenne in onore dei nostri Angeli, con l’entrata ufficiale dello stendardo delle contrade, seguito dal palio.
All’uscita ci si dava appuntamento alle 15 e si tornava a casa per pranzare, non senza qualche simpatico sfottó.
Non si riusciva quasi a mandare giù niente che subito si correva in oratorio.
Quanto giocare,quanto divertirsi insieme,quante risate e alla fine la voce del botto caro Renato (diventato poi don Renato Coronelli) annunciava la classifica finale e, la squadra vincitrice,  poteva alzare il palio e portarlo trionfante per le vie del quartiere.
Questo é uno dei miei tanti ricordi del mio oratorio dove sono cresciuta, dove ho trovato amici, sacerdoti, suore, persone che mi hanno insegnato a crescere, a divertirmi, a pregare con gioia a conoscere il signore.
Sono passati tanti anni, ma il ricordo di quei giorni me lo porto sempre nel cuore e, quando passo davanti alla nostra chiesa, mi rivedo su quelle scale circondata da tutte le persone che mi hanno accompagnato e in particolare da chi ora é in paradiso con i nostri amati angeli custodi: don Vanni Magni, don Peppino Orsini, don Giuseppe Rotelli, don Ambrogio, don Renato Coronelli, Enrico Antonioni e tanti altri…
L’esperienza in oratorio é stata l’impronta della mia vita,l’impronta di Gesù che ancora mi accompagna.