racconto: Cristina Baroni

Category

Racconto

Date

16 marzo 2017

Share it:
About

Quando ero adolescente in oratorio non c’era nulla… purtroppo una situazione strana bloccava la nostra parrocchia.

Poi tutto è cambiato nel 1981; è arrivato don Antonio e si è iniziato un nuovo percorso. Non c’erano spazi, persino il don ha dormito un po’ in macchina… e poi in uno stanzino, con una scala a chiocciola in metallo… e li si facevano tutte le riunioni,  seduti sugli scalini,  il primo in cima non vedeva neppure il don, ma c’era calore, risate, amicizia.

Il saloncino era bar, sala di catechismo, teatro,  sala per mangiare durante le feste. Un appezzamento di terreno diventava campo da pallavolo, luogo dove ballare e scherzare , dove mangiare la trippa  il giorno della festa, la voglia di mettersi in gioco, con il don Antonio sempre pronto ad accogliere. Quando ebbe difficoltà a raggiungere i giovani, allora arrivano i seminaristi. Poi il campo da calcio nuovo,  regalato da un parrocchiano, con un rimorchio come spogliatoio, ma era tutto sereno e bello. Era il nostro oratorio.

Oggi c’è un oratorio nuovo, ma quel vecchio salone è ancora lì,  pronto ad accogliere ed è per questo che ho accettato, a 50 anni, di rimettermi in gioco per creare un ambiente per tutti. Lo stiamo sistemando, per sentirlo ancora casa, perché quello spirito non se ne vada mai…