Racconto: Giuseppe Colombo

Category

Racconto

Date

13 marzo 2017

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Ho 63 anni, un’età in cui si guarda anche agli anni passati.
Ebbene, guardandomi indietro, ho scoperto, incredibilmente, che alcuni dei periodi più felici della mia vita li ho trascorsi all’oratorio, quando, ragazzino, la vita mi ha visto “ardere di inconsapevolezza” (per dirla, tirandomela un po’, con l’Ungaretti).
In particolare ricordo certe estati al vecchio oratorio feriale Santo Crocefisso: vecchio stabile con tanto spazio intorno posto alla periferia del paese, al confine con i boschi della brughiera briantea. Già la collocazione dava tanto l’idea di una vera e propria repubblica dei ragazzi, dove i ghiaccioli e le stringhe non si compravano con le lire: NO! lì la moneta che circolava erano i dollari (dollari di Meda…) in cui si dovevano convertire all’ingresso le mance ricevute dai genitori.
E le squadre di calcio? lì era vera democrazia: venivano definite dagli organizzatori mischiando ragazzi e bambini di ogni età: in ogni squadra c’erano 12-13enni con bimbi di 1a e 2a elementare e via dicendo. I nomi delle squadre: Brasile, Germania, Inghilterra, Uruguay, ecc.
Poi la merenda, seduti nel prato…
poi la preghiera (veloce, pensando al gioco da terminare).

Basta. qui mi fermo: troppi ricordi, troppi anni passati. Troppa nostalgia.